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WILT: il fungo “random”

WILT: letteralmente “appassire”. Niente di più vero e più frustrante per gli amanti delle clematidi…e per la pianta stessa. Comunemente identificato e riconosciuto col termine inglese “WILT”, in Italia è conosciuto anche come “appassimento delle clematidi”. E’ la maggiore causa di demoralizzazione da parte di chi inizia ad appassionarsi, e la maggiore causa di “disapprovazione” verso queste piante meravigliose, da coloro che le incontrano per la prima volta e che fin da principio non vengono messi a conoscenza di questa malattia.

Danno da WILT-foto dal web
Danno da WILT-foto dal web

Vorrei però debellare queste paure.

Pensate a noi…cosa vorrebbe dire se ci facessimo sconfortare dal caro Wilt?…dovremmo chiudere il vivaio!

Purtroppo, nessuna pianta appartenente al genere clematis, ne è immune. Lascio dire ad altri che solo alcune ne soffrono, perchè è stato dimostrato il contrario. E posso assicurare che è così. Tutte le clematidi ne soffrono, solo che alcune vengono colpite più raramente e quindi l’incidenza della malattia è veramente da considerarsi minima per loro. Le più suscettibili sono gli ibridi a grande fiore (patens), però potrebbe capitare di veder appassire e morire in brevissimo tempo clematis montane, armandii, floridae etc… Vi assicuro…è stato il WILT. Diciamo anche che si deve stare un pò alla sorte… ad esempio di due piante vicine, può esserne colpita una soltanto e l’altra no.

La malattia è causata dal fungo phoma clematidina. Quando entra nel circolo linfatico della pianta, crea una sorta di tappo che blocca gli scambi liquidi nei tessuti vascolari portando così al tanto temuto appassimento, e al successivo disseccamento della parte colpita. Il tutto avviene dal giorno alla notte, così, all’improvviso. E generalmente nel momento in cui la clematide è nel suo massimo splendore. Il panico…perchè? Cosa è successo? Dove ho sbagliato? Ecco le classiche domande di chi inizia a conoscere le clematidi, e non è stato informato.

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Danno da WILT

L’appassimento può essere totale o parziale. Molto dipende dalla gravità dell’ attacco e dove il fungo “decide” di fermarsi. Rimane il fatto che dopo anni, ancora non esistono cure nè rimedi. E’ tutto in fase di studio. Possiamo intervenire preventivamente con la speranza che qualche attenzione in più possa evitare un improvviso attacco. Come? Ad esempio interrando un pò di cenere al momento dell’impianto, oppure evitando che la terra intorno alle radici sia sempre troppo bagnata; mantenendo pulita la zona di terreno sotto alla pianta; evitando eccessive concimazioni e cosa importante cercando di utilizzare sempre forbici ben pulite e disinfettate ogni qualvolta si rendano necessari dei tagli.

Chi si avventura nel mondo delle clematidi…deve fare i conti purtroppo con l’eventualità di questo inconveniente.

Danno da WILT
Danno da WILT

Come intervenire nel caso di appassimento dell’intera pianta? Tagliare a zero tutta la parte aerea e bruciarla, evitando così di tenerla vicino alle altre clematidi o ancora peggio gettarla nel compost. A questo punto rimaniamo fiduciosi su un’eventuale ricrescita di nuovi fusti, dalle gemme dormienti sotto terra. Questo può avvenire entro pochi giorni. Se passano settimane…dobbiamo farcene una ragione…non c’è più niente da fare. Nel caso l’appassimento colpisca solo alcune parti, sarà necessario asportare solo la parte infetta (appassita) e comportarsi allo stesso modo.

Chi le ama, dentro di sè un pò lo sa…può capitare..ma il non demordere rende l’appassionato, un appassionato ancor più determinato 😉

Massimo

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2 thoughts on “WILT: il fungo “random”

  1. MI è capitato, ho di nuovo clematidi bellissime e non ho fat to alto che tagliare, ripulire e cambiare la terra. Auguries a tutti! Io concimo e medico poco per mia paranoia rispetto ai farmaci. A volte invidio chi lo fa in modo sistematico e ha risultati “invidiabili” a volte mi faccio ragionamenti convincenti sulla fiducia nella natura e mi lascio sorprendere

    1. Grazie Caterina, anch’io la penso come te e lascio che sia la natura a decidere come comportarsi. Le uniche sostanze che utilizziamo sono prodotti naturali come rame e zolfo per prevenire muffe e altre malattie fungine ad inizio primavera.

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