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Settembre piovoso, tempo di ristoro

Pioggia. Un Settembre bagnato e purtroppo non indenne da spiacevoli episodi. Qui a Pescia non pioveva da inizio Maggio. L’ultima acqua caduta dal cielo ci accompagnò nell’ultimo giorno del nostro evento di porte aperte Clematidi in festa svolto nella prima setimana di Maggio. Poi fino a pochi giorni fa non abbiamo più avuto tracce di nuvole volenterose di piangere un pò. Quest’anno abbiamo trascorso una stagione estiva piuttosto rigida e come molte persone ho persino visto le foglie degli alberi appassire ed ingiallire, per poi seccarsi come fosse Autunno, ed invece era Agosto. E non sono mancate spiacevoli perdite dovute appunto alla mancanza di acqua. Come sappiamo le clematis bevono molto nell’arco dell’intera giornata, ed essere consapevoli che dal pozzo non sarebbe uscita più acqua chissà fino a quando…beh, chiunque può immaginare il dramma. La fortuna di non aver mai “viziato” troppo le nostre piante, ha permesso loro di essere sicuramente anche più resistenti da questo punto di vista. La loro rusticità è ben noto sia dovuta al fatto di tollerare bassissime temperature, addirittura fino a -20°c, ma tollerare la siccità in un periodo estivo dove le temperature hanno ragggiunto picchi anche di 39-40°c, è stata la dimostrazione di quanto all’apparenza possano sembrare esili e delicate, ma in realtà nascondano un effetto corazza di tutto rispetto.

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Clematis ibr. jackmanii “Star Of India”

Ricordiamoci che se capita di vedere in crisi la parte aerea, la parte radicale ben assestata è il punto di forza maggiore di queste piante meravigliose. Come spesso accade di vedere anche con gli attacchi dovuti a phoma clematidina (WILT: il fungo “random”) o appassimento improvviso delle clematidi. Sovente, una pianta di clematide colpita da questo fungo, collassa nella parte aerea ma un apparato radicale ben assestato può rigettare dalle gemme dormienti nella zona del colletto. Altra caratteristica che rende giustizia alla loro determinazione e bellezza.

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Clematis texensis “Duchess Of Albany”
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Clematis viticella “Little Bas”

Adesso è il tempo in cui la terra inizia ad andare a riposo, tutta la natura sta respirando l’aria dell’Autunno. E’ un Settembre di ristoro e con le insistenti piogge degli ultimi tempi, scavare buche per piantumare nuove clematidi in vista della Primavera, è più semplice. Inizia il miglior periodo dell’anno per mettere in piena terra nuove varietà e farle assestare prima dell’arrivo dell’ inverno. Queste settimane antecedenti l’arrivo delle temperature fredde, permetteranno loro di affondare le radici e trovarsi già pronte per esplodere nella loro massima bellezza Primaverile.

Buone clematidi a tutti ❤

Massimo

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